L'amministratore del condominio vi manda il bollettino per le spese straordinarie e nel campo "codice fiscale" c'è una fila di numeri: niente lettere, niente data di nascita, solo 11 cifre. Il primo pensiero di molti è che sia un errore, o che qualcuno abbia scritto la partita IVA al posto sbagliato. Invece è tutto regolare. Il codice fiscale a 16 caratteri alfanumerici è quello delle persone fisiche; società, enti, associazioni e condomini ne hanno uno diverso, interamente numerico.
La cosa confonde perché siamo abituati a pensare al codice fiscale come a qualcosa che "parla": dal nostro si ricavano cognome, nome, data e luogo di nascita, come spieghiamo nella guida su come leggere un codice fiscale. Il codice numerico, al contrario, non racconta quasi nulla di chi lo possiede. È un numero di registrazione, punto.
Chi ha un codice fiscale di sole cifre
Il sistema del codice fiscale, disciplinato dal DPR 29 settembre 1973 n. 605, prevede due famiglie di codici. Le persone fisiche ricevono il codice alfanumerico che tutti conosciamo. Tutti gli altri soggetti, cioè quelli che non hanno un cognome e una data di nascita da cui partire, ricevono un codice di 11 cifre.
Nella pratica rientrano in questa seconda famiglia:
- le società di persone e di capitali (snc, sas, srl, spa e così via);
- le cooperative e i consorzi;
- le associazioni, riconosciute o no, comprese le piccole associazioni sportive e culturali;
- le fondazioni, i comitati e gli enti religiosi che operano anche sul piano civile;
- gli enti pubblici, dai comuni alle scuole;
- i condomini, che pur non avendo personalità giuridica devono avere un codice per versare le ritenute e intestare il conto corrente.
Per chiederlo, quando non passa già da altre procedure come l'iscrizione al Registro delle imprese, si usa il modello AA5/6 presso l'Agenzia delle Entrate. Il modello AA4/8, invece, è quello delle persone fisiche: qui molti si confondono e presentano il modulo sbagliato, perdendo un giro allo sportello.
Quando coincide con la partita IVA
Ecco il punto che genera più domande. Per una società che svolge attività d'impresa, il codice fiscale e la partita IVA sono quasi sempre lo stesso numero di 11 cifre. Quando la società viene costituita e apre la posizione IVA, l'Agenzia attribuisce un unico numero che fa da entrambe le cose.
Non è però una regola assoluta. Un'associazione nata senza attività commerciale riceve solo il codice fiscale; se anni dopo inizia a vendere qualcosa e apre la partita IVA, può ritrovarsi con due numeri diversi, entrambi di 11 cifre. Quindi il fatto che due numeri siano uguali è la situazione più comune, non una garanzia. Chi compila un'anagrafica fornitori farebbe bene a chiedere entrambi i dati, anche quando sembrano ridondanti.
Per le persone fisiche la questione è opposta: un artigiano o un libero professionista ha sempre due codici distinti, il codice fiscale personale di 16 caratteri e la partita IVA di 11 cifre. Ne parliamo nel dettaglio nell'articolo sulla differenza tra codice fiscale e partita IVA.
Come è costruito il numero
Le 11 cifre non sono casuali. La struttura è la stessa della partita IVA e si divide in tre blocchi.
| Posizioni | Contenuto | A cosa serve |
|---|---|---|
| 1-7 | Numero di matricola | Identifica il soggetto all'interno dell'ufficio che ha attribuito il numero |
| 8-10 | Codice dell'ufficio | Indica l'ufficio provinciale di attribuzione |
| 11 | Cifra di controllo | Permette di scoprire gli errori di battitura |
Il codice dell'ufficio ha una conseguenza curiosa: guardando le cifre dall'ottava alla decima si capisce, in linea di massima, in quale provincia è stato attribuito il numero. Non dove si trova oggi la sede, però. Una società nata a Bari e poi trasferita a Milano conserva il suo numero originario, perché il codice non si aggiorna con i traslochi.
La cifra di controllo, spiegata semplice
L'ultima cifra si calcola con un algoritmo simile a quello di Luhn, lo stesso tipo di controllo usato per i numeri delle carte di pagamento. Il procedimento sulle prime dieci cifre è questo:
- si sommano le cifre in posizione dispari (prima, terza, quinta, settima, nona);
- ogni cifra in posizione pari viene raddoppiata; se il risultato supera 9, gli si toglie 9;
- si sommano i valori ottenuti al punto 2;
- si sommano i due totali e si prende l'ultima cifra del risultato;
- la cifra di controllo è quella che manca per arrivare a 10 (se l'ultima cifra è 0, il controllo è 0).
Prendiamo una sequenza di fantasia, 1234567890. Le cifre dispari danno 1+3+5+7+9 = 25. Le pari raddoppiate diventano 4, 8, 12→3, 16→7 e 0, per un totale di 22. La somma complessiva è 47, l'ultima cifra è 7, e a 10 mancano 3. Il numero completo sarebbe quindi 12345678903. È un esempio didattico, non corrisponde a nessun soggetto reale.
Il caso delle persone fisiche con codice numerico
Esiste anche un'eccezione meno nota. In alcune situazioni particolari l'Agenzia delle Entrate può attribuire a una persona fisica un codice numerico provvisorio di 11 cifre, per esempio quando i dati anagrafici non sono ancora completi o devono essere verificati. È un codice temporaneo, destinato a essere sostituito da quello definitivo alfanumerico.
Capita di rado. Se un modulo online rifiuta il codice perché "non è di 16 caratteri", non è colpa dell'interessato: il software semplicemente non prevede il caso. La strada migliore è chiedere all'Agenzia, allo sportello o tramite i canali indicati su agenziaentrate.gov.it, quale sia la situazione aggiornata della posizione. Per il percorso tipico di chi arriva dall'estero vale la pena leggere anche la guida sul codice fiscale per i cittadini stranieri.
Dove vi capita di doverlo usare
Il codice numerico spunta fuori in più occasioni di quanto si immagini. Lo inserite quando fate un bonifico per le spese condominiali che danno diritto a una detrazione, perché va indicato il codice fiscale del condominio. Lo trovate sulle ricevute delle associazioni sportive dei figli, utili per la dichiarazione dei redditi. Lo chiede la banca quando aprite un conto per un'associazione, e lo chiede il comune quando presentate una domanda di contributo per un ente del terzo settore.
Hai un numero di 11 cifre e vuoi capire se è scritto correttamente? Il nostro strumento controlla la cifra finale in un attimo.
Verifica una partita IVATenete presente che il nostro sito non è collegato all'Agenzia delle Entrate: il controllo che facciamo è matematico, sulla struttura del numero. Per sapere se un codice è attivo, o a chi è intestato, bisogna passare dai servizi ufficiali.
Cosa fare quando vi serve
Se dovete intestare qualcosa a un condominio, a un'associazione o a una società, chiedete il codice per iscritto a chi lo gestisce: l'amministratore, il presidente, l'ufficio amministrativo. Prima di usarlo in un bonifico o in una dichiarazione, passatelo da un controllo formale: bastano pochi secondi e vi evitano una correzione successiva, che con i dati fiscali è sempre più noiosa del previsto. Se invece siete voi a dover ottenere un codice per un nuovo ente, preparate l'atto costitutivo e rivolgetevi all'Agenzia con il modello AA5/6.
Domande frequenti
Un codice fiscale di 11 cifre può appartenere a una persona?
Di norma no: le persone fisiche hanno un codice alfanumerico di 16 caratteri. In casi particolari l'Agenzia delle Entrate può però attribuire un codice numerico provvisorio, poi sostituito da quello definitivo.
Il codice fiscale di una srl è sempre uguale alla partita IVA?
Quasi sempre, perché le società ricevono un unico numero al momento dell'apertura della posizione IVA. Esistono però enti con due numeri diversi, soprattutto se il codice fiscale è stato attribuito prima della partita IVA.
Il condominio deve avere un codice fiscale?
Sì. Serve per aprire il conto corrente condominiale, versare le ritenute sui compensi dei fornitori e permettere ai condomini di indicare correttamente i bonifici che danno diritto alle detrazioni.
Dalle 11 cifre posso capire di chi è il codice?
No. Il numero indica solo l'ufficio provinciale di attribuzione e contiene una cifra di controllo. Per risalire all'intestatario bisogna consultare i servizi dell'Agenzia delle Entrate o il Registro delle imprese.