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Come leggere un codice fiscale carattere per carattere

Come leggere un codice fiscale carattere per carattere

Un'impiegata di banca riceve un modulo di apertura conto. Il nome dice "Andrea", il codice fiscale riporta un 45 nel punto in cui dovrebbe esserci il giorno di nascita. Senza aprire nessun programma sa già due cose: il codice appartiene a una donna, e se il cliente davanti a lei è un uomo, qualcuno ha copiato il dato sbagliato. Leggere un codice fiscale non richiede strumenti particolari. Basta sapere dove guardare.

I sedici caratteri non sono messi a caso. Sono divisi in blocchi, e ciascun blocco ha un compito preciso stabilito dalla normativa che ha istituito il codice, il DPR 29 settembre 1973 n. 605. Una volta capita la logica, la stringa smette di sembrare una password e diventa una specie di carta d'identità compressa.

Schema del codice fiscale RSSMRA80A01H501U diviso in blocchi: cognome, nome, anno, mese, giorno, comune di nascita e carattere di controllo
I sedici caratteri del codice fiscale divisi per funzione.

Prendiamo il codice più citato d'Italia, quello di un ipotetico Mario Rossi nato a Roma il primo gennaio 1980: RSSMRA80A01H501U. Spezzato nei suoi blocchi si legge così.

PosizioneCaratteriCosa indica
1-3RSSCognome
4-6MRANome
7-880Anno di nascita (ultime due cifre)
9AMese di nascita
10-1101Giorno di nascita e sesso
12-15H501Comune (o Stato estero) di nascita
16UCarattere di controllo

Cognome e nome: le prime sei lettere

Per il cognome si prendono le prime tre consonanti, nell'ordine in cui compaiono. Rossi ha R, S, S: ecco RSS. Se le consonanti non bastano si aggiungono le vocali, e se non bastano nemmeno quelle (cognomi di due lettere, come Re o Bo) si completa con una X.

Il nome segue una regola quasi identica, con un'eccezione che manda in confusione parecchie persone. Se il nome ha quattro o più consonanti, non si prendono le prime tre, ma la prima, la terza e la quarta. Giuseppe ha G, S, P, P: si salta la S e il risultato è GPP. Infatti Giuseppe Esposito, nato a Napoli il 23 novembre 1975, ha codice SPSGPP75S23F839Y. Lo stesso vale per Francesca, che diventa FNC e non FRN.

Quando le consonanti sono meno di quattro la regola torna quella del cognome. Mario ha solo M e R, quindi si aggiunge la prima vocale: MRA. Luca diventa LCU, Anna diventa NNA.

Consiglio pratico. Se il tuo nome ha tante consonanti e nel codice non ritrovi le prime tre, non è un errore. È la regola della prima, terza e quarta consonante. Prima di correre all'Agenzia delle Entrate, controlla questo.

Data di nascita e sesso, tutto in cinque caratteri

Il blocco centrale è quello che dice di più. Le posizioni 7 e 8 contengono le ultime due cifre dell'anno: 80 sta per 1980. Il secolo non è scritto da nessuna parte, quindi un 05 può voler dire 1905 o 2005. Nella pratica il contesto risolve quasi sempre il dubbio, ma è un limite del sistema che conviene conoscere.

Il mese è una lettera sola, presa da una sequenza che non segue l'alfabeto in modo lineare: A per gennaio, B febbraio, C marzo, D aprile, E maggio, poi H per giugno, L luglio, M agosto, P settembre, R ottobre, S novembre, T dicembre. Qui molti si confondono, perché si aspettano una F a giugno. Abbiamo dedicato un articolo intero alle lettere dei mesi nel codice fiscale, con qualche trucco per ricordarle.

Poi il giorno. Per gli uomini è semplicemente il giorno di nascita, da 01 a 31. Per le donne si aggiunge 40, quindi i valori vanno da 41 a 71. Giulia Bianchi, nata a Milano il 14 maggio 1992, ha BNCGLI92E54F205B: quel 54 è 14 più 40. È l'unico punto del codice in cui è scritto il sesso, ed è il motivo per cui l'impiegata dell'esempio iniziale ha capito tutto al volo.

Il luogo di nascita: quattro caratteri che non sono un CAP

Le posizioni dalla 12 alla 15 contengono il codice catastale del comune di nascita, detto anche codice Belfiore. Una lettera seguita da tre cifre: H501 per Roma, F205 per Milano, L219 per Torino. Non ha nulla a che fare con il CAP né con il prefisso telefonico, ed è uno degli equivoci più frequenti quando qualcuno prova a "indovinare" il proprio codice.

Chi è nato fuori dall'Italia ha al posto del comune un codice che comincia con Z, seguito da tre cifre che identificano lo Stato. John Smith, nato negli Stati Uniti il 12 aprile 1990, ha SMTJHN90D12Z404Y, dove Z404 sono appunto gli Stati Uniti. Se ti serve cercare un codice specifico, trovi l'elenco nella pagina dei codici catastali, mentre la storia e il funzionamento di questi codici sono spiegati nella guida al codice Belfiore.

L'ultima lettera, quella che non dice niente di te

Il sedicesimo carattere non contiene informazioni personali. Serve a verificare che gli altri quindici siano coerenti tra loro, ed è ottenuto con un calcolo che combina tutti i caratteri precedenti. Se sbagli a digitare anche una sola lettera, quasi sempre il carattere di controllo non torna più e il sistema segnala l'errore.

Per esempio, RSSMRA80A01H501X sembra identico al codice di Mario Rossi, ma la X finale è sbagliata: quella corretta è U. Chi vuole vedere i conti fatti a mano può leggere come si calcola il carattere di controllo, passo per passo.

Hai un codice fiscale e vuoi sapere cosa contiene? Incollalo nello strumento e ottieni data, sesso e luogo di nascita in un secondo.

Decodifica un codice fiscale

Quando la lettura non torna

Ci sono casi in cui, pur applicando tutte le regole, qualcosa non quadra. Il più comune è la presenza di lettere dove ti aspetteresti numeri, per esempio un codice come RSSMRA80A01H50MM. Non è un errore di stampa: è un caso di omocodia, che si verifica quando due persone avrebbero lo stesso identico codice. Per distinguerle, alcune cifre vengono sostituite da lettere secondo una tabella fissa. In quel codice la M al posto dell'ultimo 1 va letta come un 1, e la data e il comune restano gli stessi. Ne parliamo nella guida all'omocodia.

Altro caso tipico: cognomi composti, con apostrofo o con più parole. Spazi e apostrofi vengono ignorati, e le consonanti si contano sull'intero cognome come se fosse scritto tutto attaccato.

Infine, attenzione a chi è nato in un comune che oggi non esiste più. Il codice fiscale conserva il codice catastale del comune com'era al momento della nascita, anche se nel frattempo è stato soppresso o fuso con un altro. Non è un errore, anzi: è corretto così.

Come usare tutto questo nella pratica

Quando ti arriva un codice fiscale da inserire in un contratto d'affitto, in un gestionale paghe o in una pratica INPS, fai tre controlli rapidi a occhio: le prime sei lettere sono compatibili con cognome e nome, il giorno è sopra o sotto 40 in base al sesso della persona, e il blocco del comune è plausibile rispetto a dove dice di essere nata. Se uno di questi punti stona, prima di procedere passalo nello strumento di verifica del codice fiscale. Tieni presente che nessun calcolo online, compreso il nostro, sostituisce il codice ufficiale attribuito dall'Agenzia delle Entrate: fa fede quello riportato sulla tessera sanitaria o sul certificato di attribuzione.

Domande frequenti

Dal codice fiscale si può capire l'età esatta di una persona?

Si ricavano giorno, mese e le ultime due cifre dell'anno. Il secolo non è scritto, quindi va dedotto dal contesto: in quasi tutti i casi pratici non ci sono dubbi, ma in teoria un 10 può indicare sia il 1910 sia il 2010.

Perché nel mio codice il nome non corrisponde alle prime tre consonanti?

Se il nome ha quattro o più consonanti si prendono la prima, la terza e la quarta. Giuseppe diventa GPP e Francesca diventa FNC. È la regola, non un errore.

Cosa significa una lettera al posto di un numero nella parte della data?

Quasi sempre si tratta di omocodia: alcune cifre vengono sostituite da lettere (L per 0, M per 1 e così via fino a V per 9) per distinguere due persone che avrebbero lo stesso codice.

Il codice del comune è lo stesso del CAP?

No. È il codice catastale, formato da una lettera e tre cifre, e non ha alcun legame con il codice di avviamento postale.

CI
Redazione CodiceFiscaleInverso

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