Come si calcola il codice fiscale
Il codice fiscale delle persone fisiche si ottiene da cinque informazioni: cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita. Le regole sono pubbliche e sempre le stesse, per questo è possibile calcolarlo da soli. Il nostro strumento applica esattamente quelle regole: inserisci i dati, scegli il comune dall’elenco e ottieni il codice con il carattere di controllo già calcolato.
Il procedimento, in breve, è questo:
- Cognome: prime tre consonanti; se non bastano, le vocali; se ancora mancano lettere, la X.
- Nome: se ha quattro o più consonanti si prendono la prima, la terza e la quarta; altrimenti come per il cognome.
- Anno: le ultime due cifre.
- Mese: una lettera tra A, B, C, D, E, H, L, M, P, R, S, T.
- Giorno: da 01 a 31 per gli uomini, da 41 a 71 per le donne.
- Comune: il codice catastale di quattro caratteri, oppure il codice Z dello Stato estero.
- Controllo: una lettera calcolata dai quindici caratteri precedenti.
Nomi doppi, accenti e apostrofi
Qui nascono la maggior parte dei dubbi. Per i nomi composti si considerano tutte le parti come un’unica parola: “Maria Chiara” diventa MCH: le consonanti sono M, R, C, H, R e si prendono la prima, la terza e la quarta. Accenti, apostrofi e spazi vengono ignorati, quindi “D’Angelo” si tratta come DANGELO e “Nicolò” come NICOLO. Lo strumento fa tutto questo in automatico, ma se il codice che ottieni è diverso da quello del tuo tesserino, controlla per prima cosa come è stato scritto il nome all’anagrafe.
Nati all’estero
Se sei nato fuori dall’Italia, nel campo del luogo di nascita scrivi il nome dello Stato: Francia, Germania, Romania, Stati Uniti d’America e così via. L’elenco include anche alcune denominazioni storiche, utili per chi è nato in Paesi che nel frattempo hanno cambiato nome o si sono divisi. Nel codice finirà la lettera Z seguita da tre cifre.
Comuni soppressi o fusi
Molti comuni italiani negli ultimi decenni si sono fusi o sono stati soppressi. Il codice fiscale però resta legato al comune come si chiamava al momento della nascita. Nell’elenco trovi anche i comuni cessati, segnalati con l’etichetta “soppresso”: se sei nato lì prima della fusione, scegli quello.
Quando serve calcolarlo
Capita più spesso di quanto si pensi: per compilare un modulo quando non si ha la tessera a portata di mano, per controllare il codice di un figlio appena nato, per verificare che un gestionale abbia generato il codice giusto o per preparare dei dati di prova. Ricorda però che solo l’Agenzia delle Entrate può attribuire ufficialmente un codice fiscale: per ottenerlo la prima volta serve la richiesta all’ufficio (o, per i neonati, la registrazione in Comune).