Com’è fatta una partita IVA
La partita IVA italiana è un numero di 11 cifre. Le prime sette sono il numero di matricola del contribuente, le tre successive indicano il codice dell’ufficio provinciale che l’ha attribuita e l’ultima è una cifra di controllo. È proprio quest’ultima che permette di accorgersi degli errori di battitura, esattamente come succede con la lettera finale del codice fiscale.
Come si calcola la cifra di controllo
Si prendono le prime dieci cifre. Quelle in posizione dispari si sommano così come sono. Quelle in posizione pari si raddoppiano e, se il risultato supera 9, si sottrae 9. Si sommano tutti i valori ottenuti e si guarda l’ultima cifra del totale: la cifra di controllo è quella che manca per arrivare alla decina successiva (se l’ultima cifra è 0, il controllo è 0). È una variante dell’algoritmo di Luhn, lo stesso usato per le carte di pagamento.
Cosa non ti dice questa verifica
Il controllo è formale: conferma che il numero è costruito correttamente, non che la partita IVA sia attiva o a chi appartenga. Per sapere se una partita IVA è attiva puoi usare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate; per le operazioni con altri Paesi dell’Unione europea si usa il sistema VIES della Commissione europea. Se vuoi capire meglio la differenza tra i due numeri, leggi la guida codice fiscale e partita IVA: le differenze.